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Mostra antologica

23 OTTOBRE 1941: NASCITA DELL'OPERA

"Ciò che avete fatto ai più piccoli dei miei fratelli, l'avrete fatto a me. Finalmente decisi: i poveri accattoni saranno il mio campo di lavoro; li amerò, li difenderò, consacrerò, la mia vita a santificarli e a nobilitarli. Dopo dieci anni di Sacerdozio, il 23 ottobre 1941, strinsi il patto di alleanza con gli accattoni e l'Opera nacque"
(Ambrogio Grittani, Accattoni)

IL PRIMO INCONTRO: 23 OTTOBRE 1941

Spiridione e Matteo, due tra i primi accattoni di don Grittani, evidenti personaggi emblematici di un'epoca di miserie materiali e morali. Spiridione accattone per vizio o per scelta, noto a tutti per la folta chioma, la barba arruffata e il suo atteggiamento da "uomo mistico". Matteo, accattone claudicante, caratteristico per la sua posizione e il suo abbigliamento: mani accavallate sul bastone dritto fra i piedi e una irrinunciabile logora giacca gettata sulle spalle.

don Ambrogio con Matteo (al centro nella foto) e Spiridione
don Ambrogio con Matteo
(al centro nella foto) e Spiridione

ANIME GENEROSE: 1941

"Mi rivolsi al Signore, affinché mi mandasse anime generose che mi aiutassero ad assistere i poveri. Il Signore mi ascoltò e dal giorno dopo non fui più solo".
(Ambrogio Grittani, Accattoni)

Anime Generose

PRANZO AI POVERI: 1942

"Ringrazio quelle prime anime generose che il Signore aveva mandato a servire gli accattoni e chiesi loro se, almeno una volta al mese, fossero disposte a preparare un pranzo per tutti i poveri; mi risposero di si. E fu fatto il primo pranzo mensile. Era bello vedere tanti poveri, attorno ad una mensa infiorata, lieti innanzi a quel cibo che la Divina Provvidenza aveva loro mandato".
(Ambrogio Grittani, Accattoni )

la prima mensa offerta ai poveri intorno a don Ambrogio e al vescovo del tempo Mons. Salvucci
la prima mensa offerta ai poveri intorno a
don Ambrogio e al vescovo del tempo Mons. Salvucci

LA BENEDIZIONE DEI VESCOVI PUGLIESI

"In data primo marzo, per mano di Mons. Salvucci, Vescovo di Molfetta, la nostra istituzione fu eretta in Opera Pia San Benedetto G. Labre, per la quotidiana assistenza spirituale e materiale ai poveri di Puglia. Si passò al pranzo settimanale, ad uno dei quali vollero benignamente assistere sette Eccellentissimi vescovi delle Puglie. Ad essi, alle autorità e a tutti gli invitati esposi il programma dell'Opera a beneficio dei poveri. Da quel giorno, 13 aprile 1943, s'iniziava una vita di attività più vasta e manifesta".
(Ambrogio Grittani, Accattoni)

La Benedizione dei vescovi pugliesi

LA FAMIGLIA FONDATA SULL'EUCARESTIA

"Fondere la famiglia nella grazia di Dio significa salvare la società".

CHARITAS XTI URGET NOS

"Al centro un cuore, simbolo di amore, dal quale partono, tre frecce, che indicano le tre principali attività dell'Opera: Assistenza ai Sacerdoti, ai Ricchi, ai Poveri.
Il motto paolino: Charitas Xti Urget Nos, ricorda a tutti che la Carità è l'anima dell'Opera, mentre le parole: GESU' nel povero invitano a contemplare GESU' sempre a noi presente, visibile palpabile sotto le martoriate carni del povero. Nel distintivo è espressa la completa fisionomia dell'Opera".

CHARITAS XTI URGET NOS

MADRI, SORELLE, AMICHE: 1947

"Mi è stato domandato: perché queste nuove suore si chiameranno Oblate? La parola significa: offerta, votata, dedicata. Si chiameranno Oblate perché non hanno riservato per sé proprio nulla, né onori, né posti distinti, né riposi, né piaceri propri. L'Oblata ha tutto ceduto a Dio, per amore dei poveri".
(Amare 1945)

Madri, sorelle, amiche

PER AMORE DI GESU' E DEI POVERI: 1947

"La mia è l'avventurosa vita di un pazzo che vuole prendersi tutto l'amore di Gesù, tutto l'amore degli sventurati della terra, tutto l'amore delle anime che sono odiate, oppresse, schifate, e continuamente lotto perché lui per primo scherza, si lascia rincorrere da me e quando sto per afferrarlo si distanzia".
(lettera n. 18)

OFFRIRE CON GIOIA

"Mi recherò a l'Aquila per riparazioni al mio corpo, rese possibili dalla generosità del Santo Padre, che mi ha inviato un sussidio pro salute!"
(Testimonianze)

IL MALE DEI POVERI

"Una volta attaccato il male dei poveri, lo si porta dovunque e ogni città, ogni sobborgo diviene un campo di lavoro proprio, senza distinzione di diocesi o di regione, perché l'accattone, che è il cittadino della strada, immediatamente, diviene uno della nostra famiglia".
(Amare 1947 - l'Aquila)

UN SUOLO PER L'OPERA

"Per qualche anno ho cercato in Molfetta il suolo, che avesse i requisiti di vicinanza alla città, di amenità e di tranquillità di sito. Finalmente fissai la mia attenzione sul podere confinante col Seminario Regionale e cominciai le contrattazioni".
(Accattoni 1948)

Un suolo per l'opera
Il 2 aprile 1949 convennero, per il primo colpo di piccone, Mons. Salvucci, il commissario prefettizio, dott. Giacomo Nitri, superiori e professori del Seminario Regionale, Oblate e tutti i poveri.
Posa prima pietra

LA FESTA DEL 2 APRILE

"Chissà che scavando le fondamenta non troviamo un tesoro? Chi sa! Sogni vero? Sogni dei poveri, sogni di chi incomincia una costruzione che costerà centinaia di milioni, senza un centesimo di capitale. Il tesoro però c'è in quel suolo, è il tesoro della benedizione di Dio, è il tesoro della nostra tenace volontà".
(Amare, 1949)

CON GESU'-VITTIMA

"Grazie, Gesù-Eucarestia, per il gran dono della povertà che ci affratella, per l'odio, per la calunnia, per la stessa morte: per tutto questo, grazie Gesù, perché ci innalzi alla sublime somiglianza con Te, o grande martire di tutto il dolore. Non abbiamo altro da darti più della vita. Prendila se pur la vuoi. A Te che ci hai dato te stesso, noi non possiamo negare noi stessi".
(Ora di adorazione, 1940)

SCOMPIGLIO IN PARADISO

"Penso che don Grittani ci dica ancora che le opere di Dio sono sostenute da Dio, il quale non lega i suoi disegni alla fragilità degli uomini.Si direbbe che la morte sia stata l'ultima trovata di don Grittani per ravviare l'Opera verso altre mete. Si verifica ciò che negli spasimi dell'agonia egli diceva scherzosamente, come al solito: lavorate ancora per i poveri, ora che vado lassù, metterò scompiglio nel Paradiso!".
(Mons. Corrado Ursi in "Miles Christi" n. 8)

Funerali di don Ambrogio
Nella cattedrale, gremita di gente, Mons. Belsito tratteggiò la figura di don Ambrogio Grittani, così anche sul sagrato il sindaco di Molfetta, prof. Vincenzo Zagami e quello di Bitritto, cav. Michele Alberga.
Funerali di don Ambrogio

I FRUTTI DI UNA PROMESSA

Abbiamo obbedito alla sua esortazione: "Andate avanti". Abbiamo creduto alla sua promessa: "Io dal cielo vi proteggerò". Abbiamo cercato di imitare la sua fiducia nella Divina Provvidenza, il suo amore a Gesù-Eucarestia e alla Madonna del Rosario, la sua carità verso i poveri. E oggi l'Opera, a 50 anni alla morte del Fondatore, vede maturare i frutti delle sue promesse che il Signore realizza attraverso la povertà dei mezzi.
(le Oblate)

Le Oblate
un gruppo di Oblate dinanzi alla statua di
don Ambrogio Grittani nel giardino della casa di Molfetta

SUI PASSI DEL FONDATORE

"L'Istituto delle Oblate di S. Ben Giuseppe Labre, nato dal cuore sacerdotale di don Ambrogio Grittani, è chiamato a realizzate nella Chiesa la missione dell'assistenza materiale e spirituale tra i poveri, gli anziani, tra coloro che soffrono solitudine, privazioni di affetto, malattie, abbandono, angoscia. Ha una spiritualità cristocentrica e mariana: la vita spirituale delle Oblate e il servizio ai fratelli bisognosi hanno come punto di riferimento l'adorazione eucaristica. Le Oblate cercheranno sempre, in un incessante sforzo di fede, di individuare le vie per le quali meglio realizzare questo cammino. La carità di Cristo ci spinga sempre verso Dio e verso i fratelli più poveri".
(dalle Costituzioni, cap. I)