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la prima mensa offerta ai poveri intorno a don
Ambrogio e al vescovo del tempo Mons. Salvucci
IL MIO CAMPO DI LAVORO
"Dopo una profonda riflessione, finalmente decisi: i poveri accattoni
saranno il mio campo di lavoro: li amerò, li difenderò,
consacrerò la mia vita a santificarli e a nobilitarli, farò
loro dimenticare i tormenti di una vita senza luce e senza speranze.
Darò loro casa, affetto e una serena vecchiaia".
Escogitò molte iniziative per poter offrire il pasto quotidiano
ai poveri, ma quante critiche si dovette addossare! C'era chi gli dava
dell'utopista, perché non avrebbe mai eliminato l'accattonaggio.
Quando cominciò a vendere i terreni ereditati, alcuni concittadini
di Bitritto commentarono: "Se aprissero gli occhi i suoi antenati!
Che ne sa lui dei sacrifici dei suoi morti?".
Tuttavia don Ambrogio sapeva bene che le opere di Dio sono contornate
da sofferenze: per questo egli affrontava con coraggio le critiche e
le chiamava: "Le carezze di Dio".
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