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Mons. Cosmo Francesco Ruppi
"Ho preso accattoni stracarichi di
nefandezze - scrive don Grittani - ho conosciuto peccati non catalogati
in libri di teologia morale, ma ho compreso la redimibilità di
queste anime traviate, una volta risolto il loro assillante problema,
ed assicurata una vita meno angosciosa, salva dallo spettro della fame
...". In questo programma c'è tutta la vita, la storia e
la missione del Servo di Dio che si colloca non sul versante del populismo
di maniera e neppure del prete-sindacalista, il prete-rosso, che si
scaraventa contro i ricchi, contro la società, ma c'è
il prete-prete, l'uomo di Dio che lascia agli altri la filosofia e la
sociologia e si china sulle miserie umane per redimerle e avviarle a
salvamento.
L'Opera voluta e realizzata da don Ambrogio non è un'opera sociale,
ma è un'opera di carità, carità integrale: dell'anima
e del corpo: "L'Opera - è questo il suo programma - snida
gli accattoni dai bassifondi, per salvare le loro anime preziose, anime
non di schiavi da tollerare, anime di fratelli da amare".
Amare non è il titolo del suo foglietto veloce, stampato e scritto
senza pretese, ma è il fine e il programma di tutta la sua vita,
il senso della sua instancabile missione di carità.
La linfa, da cui trae senso e forza in tale missione, non sono i testi
di Marx e neppure le Lettere dal carcere di Gramsci, ma è il
Vangelo della carità, il Vangelo sine glossa. La vita del Servo
di Dio è tutta attorcigliata attorno all'Eucaristia; la sua preghiera
è il rosario; la sua devozione alla Madonna del Rosario; lo specchio
della sua esistenza il Cuore di Cristo, che insegna a battere assiduamente
per i fratelli più poveri.
Poco prima di morire, nel n. 356 di Amare dell'11 febbraio 1951 ricordava
l'incontro storico col primo accattone molfettese con queste parole:
"Ho visto un giorno in Molfetta un povero accattone che per i milioni
di pidocchi suscitava il disprezzo di tutti. Tutti dicevano: attenzione,
attenzione al pidocchioso, ma non ho sentito nessuno dire: come mai
dobbiamo tollerare che un nostro concittadino debba vivere in questo
barbaro modo?".
"Amici miei - concludeva don Ambrogio - quel pidocchioso è
stato preso una notte da me e dalle mie suore, giacente per terra in
una piazza di Molfetta e l'Opera l'ha pulito, l'ha assistito fino ad
una morte cristiana e pulita".
"Quale gusto bestiale è quello di voler vedere il contrasto
tra ricco e povero, tra chi gavazza e chi stramazza di fame?".
"Lavorerò in un campo così povero di soddisfazione,
che nessuno me lo invidierà" diceva spesso don Grittani
e aggiungeva: "Voglio essere il padre e l'apostolo della classe
più derelitta, di gente che tutti schivano e che Gesù
ama ...".
L'accattone di Dio, come si definiva, per dieci anni, visse accanto
agli accattoni, sorretto da quella perla di Vescovo, mons. Achille Salvucci,
che nel marzo 1943 approvò senza indugio la sua Opera, la sostenne
e accompagnò con fiducia e stima, girò tutta la città
e i paesi d'intorno a cercare poveri e accattoni che, per la verità,
non avevano neppure bisogno di essere ricercati, perché vi andavano
nella prima sede dell'Opera coi piedi loro o vi erano condotti da anime
pietose o interessate.
Spiridione e Matteo, i primi due accattoni che vediamo nelle foto storiche
dell'Opera, furono seguiti da tanti altri, uomini e donne. Essi non
rimasero in fondo alla chiesa o, come solitamente accade anche oggi,
alle porte o sui gradini del tempio, ma furono sistemati vicino all'altare.
Fu eretta la prima casa provvisoria in locali di fortuna che noi seminaristi,
suoi alunni, talvolta siamo andati a visitare per ascoltare da lui la
lezione della carità.
Alcune giovani di A.C. cominciarono ad affiancare la sua opera; una
buona donna, la signora Gadaleta, venne nominata da lui presidente dei
poveri. Le prime volontarie sono il seme della Congregazione religiosa
che fonda col nome di Oblate di San Benedetto Labre col compito di "scendere
nelle strade buie della vita, per cercare le anime depravate dalla colpa"
e collaborare con Chi ha dato la vita per gli altri, accattoni compresi.
Nel suo progetto non ci fu soltanto la Congregazione femminile, ma anche
quella maschile di cui non vide la nascita, ma che pure è sorta
dal suo cuore e dalla sua interiore ispirazione.
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