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Nuova tomba di don Ambrogio Grittani nell'atrio
della Cappella dell'Istituto
Abbiamo vissuto con intensa emozione la gioia del ritorno a casa del
nostro Padre Fondatore; un ritorno nel segno delle sue spoglie mortali,
rimaste quasi del tutto integre, per consolidare una presenza che continua
a parlarci.
La "ricognizione" della salma era un'operazione prevista nella seconda
fase del processo di beatificazione, che la Congregazione per le Cause
dei Santi sta affrontando in questo periodo.
La traslazione della salma dal cimitero di Molfetta alla Chiesa dell'Opera,
si è resa necessaria proprio per adempiere a precise disposizioni previste
dall'iter del processo di beatificazione.
Dopo aver ricevuto le dovute autorizzazioni e disposizioni da parte
delle competenti autorità religiose, civili e sanitarie, il 28 gennaio
scorso il cofano è stato estratto dal loculo cimiteriale in forma strettamente
privata alla presenza delle autorità religiose e comunali, dei familiari,
di alcune oblate e rappresentanti della Fraternità, e del Postulatore
della causa di beatificazione, Padre Paolo Lombardi.
Il ritrovamento dei resti mortali in uno stato di quasi totale integrità
ha suscitato sorpresa e gioia, ma soprattutto il bisogno di leggere
in profondità un segno ulteriore della santità di don Ambrogio ed una
conferma del suo messaggio di vita a noi lasciato come impegno spirituale.
La lettura breve dell'Ora Sesta dell'Ufficio Divino, recitata dai presenti,
ha confermato questa considerazione: "Se vi sarà qualche tuo fratello
bisognoso nella tua città, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai
la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai la mano
e gli presterai quanto occorre nella necessità in cui si trova".
E' evidente che don Ambrogio continua a non chiedere per sé onori, ma
vuole indicaci ancora la strada di santificazione da Lui percorsa, quella
dei poveri.
Successivo la salma è stata riposta in un luogo riservato e rivestita
di nuovi abiti sacerdotali.

27 marzo 2003 giorno della translazione dal cimitero
cittadino alla Cappella dell'Opera
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