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La profezia di don Ambrogio Grittani e la sua attualità 1951-2001 (copertina)
DON AMBROGIO GRITTANI: IL PRETE DEGLI ACCATTONI
Testi e studi
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La profezia di don Ambrogio Grittani e la sua attualità 1951-2001
a cura di Salvatore Palese
Di memoria si vive, come di speranze e di progetti. E le
ricorrenze anniversarie consentono di ravvivare gli avvenimenti, o meglio
di capirli in profondità, nel loro contesto originario e nel fervore
del momento creativo di cui le persone furono protagoniste.
Non manca il rischio di arricchire quei fatti degli sviluppi posteriori
e dei sentimenti di quanti ne sono ancora coinvolti e se ne sentono
eredi e continuatori.
Ma non si può fare a meno di riconsiderarli quegli avvenimenti, quando
il messaggio che dai loro protagonisti ci viene consegnato, continua
a dare motivazioni e idealità all'operare che continua.
È pur vero che la distanza cronologica da essi impone di costruire la
memoria, necessariamente, con materiali diversi dai ricordi e con strumenti
rigorosamente specifici.
Se poi nel percorso della distanza si coglie una presenza perdurante
e un'attualità germinata da quegli avvii, si afferra lo sviluppo e si
narra la storia e si comprende l'attualità della profezia detta dalla
vita e dall'opera di qualcuno e di quanti lo han seguito.
E questo è avvenuto nel 2001 a proposito del cinquantesimo anniversario
della morte del "prete degli accattoni", don Ambrogio Grittani, a Molfetta,
il 31 aprile 1951.
Nella città adriatica della Puglia l'Opera continua l'avventura di quel
sacerdote, fattosi servo dei poveri, portata avanti dalle sue discepole.
Ma come un ritorno alle origini, la celebrazione della ricorrenza si
è svolta a Celie del Campo, dove don Grittani nacque, e a Bitritto dove
egli, orfano, visse gli anni della fanciullezza.
Le ramificazioni dell'Opera, come quelle di una pianta, hanno portato
la presenza operosa di don Ambrogio a Maruggio, a Terlizzi, a Roma,
ad Acquarica del Capo, fino all'Albania, nonché a Corigliano d'Otranto
dove è la Fraternità sacerdotale dei discepoli di quel fondatore.
Nel volume c'è notizia di questi avvenimenti celebrativi.
Essi hanno avuto particolare intensità e ampiezza a Molfetta, Bitritto
e Corigliano d'Otranto: perciò se ne riportano i testi delle riflessioni
e delle testimonianze, degli sviluppi spirituali e delle preghiere.
La ricostruzione della memoria e il significato dell'esperienza compiuta
da don Ambrogio sono nelle rievocazioni compiute da mons. Cosmo Francesco
Ruppi, presidente della Conferenza Episcopale Pugliese, e da mons. Settimio
Todisco, arcivescovo emerito di Brindisi e nella terza ad opera di Ernesto
Preziosi dell'Università cattolica di Milano.
Quest'ultimo contestualizza la figura di don Grittani negli sviluppi
culturali e spirituali dei cattolici del Novecento e nella storia del
clero di quel secolo che, in gran parte, è tutta da scrivere ancora,
almeno per quanto riguarda la regione pugliese.
Le prime due, compiute da due arcivescovi che furono pure suoi alunni,
evidenziano efficacemente la attualità della sua profezia.
Ed è proprio questo l'auspicio che questo volume raccoglie e rilancia:
gli avvii dati dal Servo di Dio abbiano intelligenti sviluppi e i semi
da lui gettati esprimano tutta la loro fecondità.
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